
L'insicurezza è un verme che ti cresce dentro.Pianta le uova, probabilmente, quando sei solo un bambinetto. Non credo che ci si nasca.
Accadono cose nella vita, che magari non sono neppure particolarmente gravi, ma espongono parti vive di te all'infestazione di questo parassita.
E via via tu cresci, e le uova si aprono e liberano quel verme maledetto che striscia dentro di te.
Da fuori non si vede, sembra tutto bello e lucido come le mele del supermercato.
E non si vedrà mai, non è come i vermi della frutta che almeno, prima o poi, mangia troppo e sbuca fuori o almeno fa marcire abbastanza la polpa perchè da fuori si veda.
No, da fuori non si vede mai. La polpa rimane perfetta, la cera che ti sforzi di dare fuori inattaccabile. Così tutti pensano che non ci sia nulla che non va. E che quel che non va è colpa tua.
Ma tutti quei solchi scavati dentro al cuore e all'animo ci sono. E tu ti sforzi di tapparli. Di opporti razionalmente. Di convincerti che non c'è la minima ragione per cui dubitare di te e delle tue capacità, e cerchi un pò di stucco per chiudere i buchi.
Ma il verme è più forte di te. E' imprendibile e continua a scavare.
E le gallerie, ovviamente, ti indeboliscono ogni giorno di più. Basta un pò di stanchezza in più, qualche problema, qualche normale dubbio che cerca di poggiarsi lì dove dovrebbe esserci terreno solido e va giù tutto.
Le gallerie scavate hanno indebolito il pavimento, che crolla con uno schianto e una nuvola di polvere di cuore.
E i dubbi e le paure si ritrovano lì, seduti sul pavimento, un pò doloranti e convinti allora di non aver nulla a cui poggiarsi. Ed esplodono in tutta la loro lacerante violenza.
Oggi il verme ha fatto un altro danno.O meglio, un dubbio si è poggiato in un angolo da cui il verme era passato.Ed è crollato al suolo esplodendo.
Quel qualcuno che era lontano, continua ad esserlo.E dopo una settimana la cruda ragione (ma sarà davvero solo quella? o c'entra il verme di nuovo) comincia a dire che "logisticamente" ora potrebbe esserci lo spazio per non esser più così tanto lontano.. dovrebbero esserci segnali di ritorno. Se un ritorno vuole esserci.
Oppure è proprio quella la realtà. Niente ritorno.
E io mi ritrovo ancora una volta seduta a terra, con frammenti di cuore rosicchiati dal verme sotto cui sono ancora caduta in una galleria e frammenti di anima lacerati dall'esplosione del dubbio. Attaccata disperatamente a quella piccola voce che da lontano cerca di continuare a gridare che nonè necessariamente così. Ma è sempre più lontana. Forse anche lei è caduta in una delle gallerie del verme.
E comincio già a dirmi che ce la farò anche stavolta. Che in fondo non era così imporante. Che tanto io alle batoste ci sono abituata.
Ma fa male tutto.Maledetto verme.
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uno squillo.
forse, solo per stavolta, l'ultima parola non sarà del verme..