25 luglio 2006,23:09
torno presto..
sto cercando di riprendermi.
e di organizzarmi una vacanza. che è veramente un casino..
 
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21 luglio 2006,22:11
grazie
grazie è l'unica cosa sensata da dire.
Grazie per quello che sono. Per quello che sarò, che si costruisce sulle basi di oggi, edificate passo dopo passo negli ultimi 15 anni. Per quello che ho vissuto, e soprattutto come l'ho vissuto.
Per avere capito. Avere ascoltato. Avere rispettato.
Per aver voluto guardare le foto del mio matrimonio.
Per i sorrisi. Per i silenzi. Per le parole.
Per avermi detto che, secondo lei, lui mi vuole molto bene. Credo che lo ricorderò per sempre, e terrà in piedi il mio rapporto più di molte altre cose.


Eppure l'unica cosa che mi viene da dentro, tra le lacrime, è perchè?
perchè ora. che ho ancora tanto bisogno.
io devo fare un figlio. non posso farcela da sola.
devo tenere in piedi un matrimonio. devo cercarmi un altro lavoro. devo tagliare il cordone coi miei. devo ancora imparare a volermi un pò di bene.

ho un mare di cose da fare. e non posso farcela da sola.
stavo appena imparando a camminare, ma avevo ancora bisogno di essere tenuta per mano. ora mi sento alta una spanna, sola in mezzo alla stanza, la mano che mi sosteneva non c'è più e le mie gambe sono ancora insicure e tremanti. Altri mi guardano e mi sorridono. E sanno quanto mi sento sola. E mi tendono la mano. Ma non sanno chi sono. Non sanno cos'è che mi fa male, cosa c'è dentro di me. Quali sono i passi che riesco a fare e dove invece ho sempre inciampato e continuerò a inciampare.
Me la sono sempre cavata da sola. Tutti mi dicono sempre quanto sono forte. L'involucro di fuoi lo è sempre stato. Sembra sempre che io possa farcela sempre. SONO quella che ce la fa sempre.
Solo con lui potevo essere quella che ero. La bambina spaventata. E lui la prendeva per mano e l'aiutava a guardarsi dentro e vedere che davvero c'era del buono. che davvero poteva farcela. che davvero quella forza che tutti vedevano, tranne me, c'era.
La portava davanti ad uno specchio, e con infinita, immensa, tenera pazienza le ha insegnato ad alzare lo sguardo, a guardarsi, a vedersi soprattutto.

Spesso le si riempivano gli occhi di lacrime, e lei non vedeva più lo specchio, se non una figura dai contorni distorti. Orrenda.
Ma lui aspettava che le lacrime si calmassero, le insegnava ad asciugarle via e a tornare a guardare l'immagine vera.
E anche quando le lacrime non si riusciva a mandarle via, le ricordava che dietro di esse l'immagine nello specchio rimaneva. E sempre uguale.

Ed ora che le lacrime sembrano non smettere più, come farò da sola?

 
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20 luglio 2006,16:42
..grazie
Arrivederci
Nicanor Parra
E' venuta l'ora di ritirarsi
sono profondamente grato a tutti
tanto agli amici compiacenti
quanto ai nemici frenetici
inobliabili figure!
...
Grazie di nuovo, grazie
riconosco che mi scendono lagrime
ci vedremo di nuovo
in mare sulla terra dove sia.
Scrivete, fate i bravi
confezionate il pane
tessete senza sosta ragnatele
vi faccio ogni genere di augurî:
tra le cime appuntite
degli alberi che son detti cipressi
io vi aspetto con denti e molari.

*°*°*°*°*°*°*°
Arrivederci fratello mare
Nazim Hikmet
Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po' della tua ghiaia
un po' del tuo sale azzurro
un po' della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un po' più di speranza
eccoci con un po' più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare.
*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°
Conrad Siever
Edgar Lee Masters
Non in quel giardino abbandonato
dove i corpi si trasformano in erba
che non nutre greggi, e in sempreverdi
che non portano frutto —
là dove lungo i sentieri ombrosi
si odon vani sospiri,
e si sognano sogni anche più vani
d’intima comunione coi morti —
ma qui sotto il melo
che amavo, vegliavo e sarchiai
con dita nodose
per lunghi, lunghi anni;
qui sotto le radici della vedetta del Nord
aggirarmi nel moto chimico della vita,
nel suolo e nella carne dell’albero,
e negli epitaffi viventi
di mele più rosse!
*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*
Theodore il poeta
Edgar Lee Masters
Da ragazzo, Theodore, sedevi per lunghe ore
sulle rive del torbido Spoon
con gli occhi profondi fissi sulla tana del gambero,
aspettando che apparisse spingendo la testa,
prima le antenne ondeggianti, come fili di fieno,
e poi il corpo, colorato come steatite,
gemmato con occhi di giada.
E ti domandavi, come rapito,
che cosa sapeva, che cosa desiderava, e perché mai vivesse.
Ma più tardi guardasti uomini e donne
nascosti nelle tane del fato fra grandi città,
osservando le loro anime uscire,
in modo da poter vedere
come vivevano, e per che cosa,
e perché strisciassero così in faccende
sulla distesa di sabbia dove l’acqua vien meno
quando l’estate declina.
*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*
 
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19 luglio 2006,20:35
come sto oggi?
immaginate di aver cominciato un percorso 15 anni fa.
un percorso coinvolgente come l'analisi.
se non ci riuscite, provate a pensare a qualcuno che davvero vi guarda dentro, che vi ha tenuto per mano e insegnato a camminare, a guardare dentro voi stessi.

e all'improvviso questo qualcuno scompare.
e voi dovete prendere atto del fatto che potrebbe non ricomparire mai più.
e vi chiedete come farete a fare tante altre cose che volete fare, ma non pensate di saper correre.. avete appena imparato a camminare..




e poi pensate di essere così stanchi da non riuscire a dormire senza aiuti chimici, da avere la vista annebbiata ormai da un paio di settimane, da non riuscire a lavorare senza quegli occhiali che sbucano fuori solo in questi momenti.
Di fare il conto alla rovescia per una vacanza che non è proprio quella dei vostri sogni, anzi non lo è affato.
Ma è una vacanza.
In un luogo fresco. E bello. E con amici.
E di essere arrivati a -3.
E di sentirvi dire che lui non ha le ferie. Quindi niente da fare.




Ecco, oggi mi sento così...

 
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17 luglio 2006,21:14
un bel respiro
..quando sei stanca morta; il tuo stomaco fa le bizze da mesi e senza un buon motivo; i soldi non bastano mai e sai che è anche un pò colpa tua; vorresti comprare gli occhiali da sole nuovi, un paio di altri libri da leggere, un nuovo sapone profumato; vorresti fare una bella vacanza e avresti decine di idee su dove; è depresso e pieno di problemi perfino lui; il lavoro è la solita palla e non promette niente di buono, anzi ogni giorno sembra peggio, e devi anche sperare con tutta te stessa che il prossimo settore da autsursare (da outsource) non sia il tuo; quando mancano 5 giorni alle ferie e non ti va manco per sogno di andare dove è in programma; quando avresti una voglia matta di fare l'amore, ma siete sempre tutti e due troppo stanchi, p avete discusso, o ti da fastidio lo stomaco, o lui non se la sente; quando la cervicale non ti da requie; il tuo analista è sparito da due mesi e forse sta morendo (però forse ne provi unA nuova, dopo più di 15 anni con lo stesso.. manco un marito..); quando vorresti almeno poterti prendere un cane, ma non puoi e quella testona di tua madre non vuole prenderlo lei; quando gli esami di lui fanno schifo, e sai che è tutta colpa del fumo, e lui non ha nessuna intenzione di smettere; quando questo figlio non arriva e tu stai per perdere le speranze, e cominci pure ad avere un pò paura; quando la tua migliore amica è dall'altra parte dell'oceano ed è un pò presa da un neonato di 9 giorni; la tua amica della scrivania di fronte è in ferie e torna quando parti tu...
fa un bel respiro profondo, pensa che in fondo potrebbe andare molto peggio, guarda avanti, ricordati che ce l'hai sempre fatta e ce la farai anche stavolta...
 
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,13:37
brani da un libro
un paio di brani da un libro scemo, che però mi hanno fatto pensare:

..Mentre Joe non c'è, è più facile cercare di capire chi sia, tastare meglio ogni dettaglio di quell'assenza dalle sue sembianze. Un'assenza sorprendentemente ingombrante. Alcune foto arrivate ieri per posta, indirizzate a lui, un vecchio rullino che doveva aver mandato a sviluppare poco rpima che scoppiasse tutto questo. nella maggio parte delle foto ci sono io, sul letto, adagiata sui cuscini in terrazza, comunque addormentata. Non sono di quelle foto che ti fanno mentre russi, magari con la bocca spalancata; sono tutte inquadrature dolci, amorevoli, alcune anche molto belle. Mi spezzano il cuore. Coma succede anche con l'olio da bagno alla lavanda e rosmarino che mi ha regalato. L'ho mai ringraziato per quello? Temo di no. E nemmeno per avermi aggiustato lo spazzolino elettrico o portato a rammendare il cappotto. O per aver ripescato dallo scarico del lavandino la matassa dei miei capelli che lo intasava. Nessun uomo tranne Joe ha mai fatto per me tutte queste piccole cose, e senza sollevare un polverone, senza che nemmeno glielo chiedessi. Una volta mi sembravano tutte cose noiose, banali, anche un pò maniacali. Adesso mi mancano terribilmente...

(Vita bassa e tacchi a spillo, di Polly Williams)
...umpf, l'altro pezzo per ora non lo trovo. Appena viene fuori lo trascrivo..
 
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14 luglio 2006,22:10

Buon compleanno, sorella del mio cuore!
 
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12 luglio 2006,10:24
Il rumore del mare
lo so, l'ho già detto.. ma con l'eta, tra le altre cose, tendo a diventare ripetitiva.
Non sono mai stata una grande appassionata di mare. Una di quelle per cui le vacanze debbono vole dire necessariamente MARE. Una di quelle che si sdraia al sole a metà mattinata, minicostumino e olio abbronzante che puzza di cocco sintetico fino a due ombrelloni oltre, e rimane lì ad abbrustolirsi fino a metà pomeriggio, giusto giusto fino all'ora in cui i raggi del sole fanno più male.

Di mari nel mondo ne ho visti molti, anche molto belli. Sono una fortunata, molto fortunata. Che ha visto il mare della Sardegna, quello bello anche se la vacanza era da ragazzi e un pò approssimativa. Quello di Malta di quasi 20 anni fa, azzurro e trasparente e selvaggio. L'oceano, brutto, freddo e sporco del Connecticut vicino a New York. Il mare delle Isole Vergini dei Caraibi, l'unico dove abbia davvero lasciato il cuore. Il mare mitico e mitizzato della Polinesia, che non mi ha emozionato granchè. Quello sporchetto e mosso di Ibiza a fine maggio. Le calette meravigliose di Ponza. L'Adriatico di quand'ero bambina, un pò torbido e sempre quieto, dove camminavi per chilometri con l'acqua alle caviglie. Lo scintillio del mare della Sicilia, intravisto solo da lontano. Quello ruvido e tempestoso dalle bianche scogliere di Dover, con gli inglesi pazzi che facevano il bagno con 10 gradi e un vento maledetto. E tanta altra acqua che ho visto passando in giro per il mondo.

Ma per me il mare è sempre quello un pò torbido, con la sabbia nera di ferro che ti pela i piedi già alle 10 di mattina. Con gli ombrelloni sempre più vicini perchè ormai si è mangiato quasi tutta la spiaggia. Con la gente che vedo da 30 anni e ancora non conosco. I bambini rumorosi e i genitori volgari. Quel castello sullo sfondo e l'albergo di lusso. Laggiù, giusto prima del depuratore, che tanto non si vede, grazie alla caritatevole ansa che ci nasconde quella orrenda megalopoli spiaccicata sulla costa. Quello dove vado da quando aveo 7 anni. A 30 chilometri e mezz'ora da casa.

Anche questo weekend ero lì. A cercare quella pace che solo da pochi anni ho scoperto che sa regalarmi. Come dice mio padre, che come me ha sempre odiato le verdure, se il minestrone ti pare buono, vuol proprio dire che l'età incalza..
Ecco, a me quel mare oggi pare buono, come il minestrone. Che non mi piaceva. E poi ho scoperto che invece sì.

Mi metto lì, al sole se è pomeriggio inoltrato o c'è abbastanza vento, o sotto l'ombrellone. Col naso infilato nel libro del momento. Cercando di ignorare la gente intorno, ma godendo di ognuno che piano piano (piano piano? ma se fan rumore come un reggimento di fanteria..) raccoglie le sue cose e se ne va, verso casa o verso la piscina, comunque fuori dai piedi..

Finchè finalmente si sente il rumore del mare. Quello del vento leggero e lo sciabordio dell'onda sul bagnasciuga.
E allora lo guardo, mi godo il piccolo orlo di pizzo di schiuma bianca che fanno le onde, i sassolini che rotolano, gli infiniti luccichii del sole dalla riva fin laggiù al castello.
Mi accorgo che comincio a respirare più profondo, come i mezzelfi. A cercare di imprigionare dentro di me quel profumo. Ma più ancora quella sensazione di calma e di pace che mi danno quei momenti.

Domenica ho anche fatto il bagno. Che per me è un evento da segnare sul calendario.
In realtà, io non amo il mare. Mi fa paura, mi inquieta. Ho il terrore di eventuali abitanti. E quindi, nel mio mare torbido dove non si vede nulla, non mi bagno volentieri. I pochi bagni sereni li ho fatti in quei posti lontani dove l'acqua è trasparente. Ma quello per me non è neanche il mare..
Invece, dicevo, domenica c'era una pace quasi irreale. L'acqua era quasi calma, solo qualche ondina a riva. Mi sono avvicinata e sono entrata fino alle caviglie. Non avevo alcuna intenzione di procedere oltre. E invece le sensazioni si sono acuite, il fresco sulle gambe ha preso il sopravvento. La carezza dell'acqua sulla pelle. E ho continuato a camminare.
Finchè mi sono accorta di avere l'orologio e gli occhiali da sole, e ho chiamato lui in soccorso :)

E poi siamo rimasti a bagno a lungo. Mi godevo l'acqua non troppo sporca e non troppo fredda e mi godevo lui. In una pace che per me è oro. Tanto a lungo che lui, che è il pesciolino di famiglia, mi ha chiesto di uscire, ma io l'ho trattenuto. Non volevo interrompere un momento così.

Confesso anche con un vago imbarazzo che alla mia tenera età ho scoperto per la prima volta com'è fare l'amore in acqua.. Con un pò di disagio e di fatica, visto un costume scomodo, un pò di scogli e troppa gente in spiaggia. Io, che non sopporto nemmeno di essere baciata in pubblico..
Ma non è stato male. Riproveremo, se capiterà, in condizioni migliori..

Insomma, invecchiando, credo di star cominciando ad amare il mare.

 
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10 luglio 2006,22:52
Benvenuto Diego

Benvenuto Diego, cucciolo della zia. Che Dio ti benedica e ti accompagni sempre, tesoro mio.
Vi voglio tanto bene.
 
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09 luglio 2006,23:03
evvaiiiiiiiiii

ITALIENNNNNNNNNNNNNNN

alla faccia di tutti i crucchi malefici e pure di 'sti sciovinisti di francesi


p.s. com'era quella canzoncina???
abbiamo vintooooooooo
non si divideeeee
chi vince rideeeeee
ah ah ah

BELLISSIMI


 
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,22:36
CAMPIONI DEL MONDOOOOOOOOOOO
 
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,22:33
...rigori...
 
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,20:26

GOOOAAAALLLLLL
 
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,20:04
FORZA ITALIA



FORZA RAGAZZI
 
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07 luglio 2006,10:17
...
PAUSA DI RIFLESSIONE
 
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06 luglio 2006,14:31
Splendida Torino
Stavolta niente caccia al tesoro, niente riferimenti vaghi ai luoghi, niente indovinelli con Bruno (^_*).
In questi giorni sono stata a Torino, dopo almeno un paio d'anni che non ci andavo più. E mi è piaciuta di nuovo moltissimo.
Faceva caldo e c'era un'afa notevole. E poi invece le nuvole. Quindi non ho visto lo splendido panorama delle Alpi sullo sfondo.
Ma ho passeggiato a lungo per il centro, con un amico che adora quella città e la spiega in modo stupendo. In una specie di momento magico: a piedi per i vicoli deserti, ancora una bella luce verso le 9 di sera, un silenzio irreale per strada e le prime note della cronaca della partita dell'Italia da tutte le finestre. Incredibile.
Poi ho visto il Lingotto. Che ad essere sincera non mi ha colpito al cuore, ma è comunque interessante. I Murazzi con i bar. Le belle case della collina. Piazza San Carlo con lo schermo della partita. La Gran Madre di Dio. I Portici. Via Garibaldi (oddio mi ricordo bene? è quella la più lunga via pedonale?). Piazza Vittorio ancora coi cantieri.
E poi qualche sprazzo di periferia, che invece bello non è. Ma quella città, stranamente, mi sembra viva ed interessante anche nei posti brutti.
Vi metto un pò di foto raccattate in rete, perchè io quasi non ne ho fatte, ero troppo presa dai miei amici.

e vi metto il link di un bel blog, sempre su Torino:
ToLove





Piazza San Carlo




Piazza Carignano



La Gran Madre di Dio




Piazza Vittorio




Il Pò e il Valentino


Il Lingotto
 
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,14:30
Fantasticare: quanto vale, quanto aiuta, quanto male può fare
......
 
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,14:29
Uomini e donne: semplice e complesso
....
 
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,14:28
Domande
...
 
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,10:43
Sensazioni da un incontro
....
 
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,10:40
Legenda sui prossimi post
Sbloggo oggi alcune cose scritte a mano in questi giorni che sono stata fuori.
E' stato un piacere ritrovare il gusto di scrivere a mano. Magari lo farò di riprendere un quaderno e cominciare a scrivere lì, ma per ora le riporto qui, che è diventato il "mio luogo" (per chi ha vaghe frequentazioni psicoanalitiche sarà chiaro che non è una parola usata a caso).
 
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03 luglio 2006,20:37
Taxi, mal di pancia e vaff*
Ho mal di pancia, sempre di più. Era ovvio, no? visto che domani si parte per lavoro e ci si sbatte malamente in giro tutto il giorno.
Si parte, ma non un viaggio normale: ci si prospetta una vera e propria odissea.
Ho cercato di prenotarmi un taxi per l'aeroporto domani, ma l'unica cooperativa davvero ben funzionante qui in città non prenota taxi per domani, non fino a stasera a tarda ora. Non sanno se saranno ancora in agitazione. Contro le cosiddette liberalizzazioni del Governo.
Su quelle non commento, non ne so abbastanza, e ce n'è gia abbastanza di gente che in famiglia si occupa di politica. Io voglio fare l'ignorante. Quella che non sa ancora se domattina troverà un c***o di taxi che la porterà in aeroporto o dovrà sbattercisi da sola con la propria macchina. Sempre sperando che, come hanno fatto oggi, non blocchino le rampe d'accesso. E quindi uscire di casa Dio sa a che ora antelucana, per cercare di aggirare l'imponderabile. Poi ammesso che arrivi in quell'altra città (dove i radiotaxi alla mia cortese chiamata di poco fa hanno risposto che anche loro non sanno se saranno "in agitazione"), se va male anche lì mi tocca prendere un pullman, che di certo sarà preso d'assalto da alcuni milioni di disperati come me. Che mi porterà in qualche non meglio specificato posto in centro. Già, peccato che il mio albergo non è in centro! E allora spero che quelli con cui ho appuntamento a pranzo vengano a raccattarmi.
Poi il mezzelfo pare mi dedichi un'ora, max una e mezza. E se deve venirmi a prendere, visto che lui sta un pò fuori città, il tempo si riduce drasticamente. Sempre che la città non sia completamente bloccata dai tassisti in rivolta..
Poi domani sera a cena con un amico, che almeno lui è dotato di macchina e un pò di pazienza. E speriamo bene. In mezzo dovrei andare al congresso per cui sono lì... come non lo so!
E speriamo che mercoledì 'sto delirio sia finito. Si siano messi d'accordo, o abbiano dato fuoco a Palazzo Chigi, come preferiscono. Ma che la piantino!!
Che ho congresso, poi prof, poi laurea di un amico, e poi l'ultimo aereo per tornare a casa mia.
Sì, stasera sono un pò nervosetta.. giusto un pochino

E ora devo pure andare a fare un pò di valigia, che, come già detto, mi mette ampiamente ansia.
E trovare qualcosa da mettermi nel mio ampio e odiato guardaroba, di cui non mi piace niente, visto che non mi piaccio io, che risponda nell'ordine alle seguenti caratteristiche:
1. essere a maniche lunghe, visto che se date un'occhiatina alle foto sotto capite perchè mi vergogno a mostrare le braccia, sembra abbia la varicella
2. vista le necessità sovracitata e visto che fanno 40° all'ombra, anche nell'altra città, pur essendo decisamente più a nord, non farmi morire definitivamente di caldo
3. essere sufficientemente "di rappresentanza" visto che devo girare per un congresso in veste ufficiale lavorativa
4. avere un cambio possibile senza portare tremila cose, visto che voglio il solito trolley da far passare come bagaglio a mano
5. last AND least: non essere troppo colorata, visto che forse vedo il mezzelfo, e a lui la roba troppo colorata non piace. Peccato che a me sì, quindi capirete che il mio guardaroba estivo lo è parecchio.. Ma penso che di questo, alla fine della fiera me ne fregherò bellamente.. (si vede il naso che cresce?)





P.S. perchè non pensiate che faccio sempre la lagna, visto che l'altro giorno mi ero lamentata e avevo sperato che qualcosa migliorasse la serata, in effetti il mezzelfo si è collegato e ha giocato con me tutta la sera. Non era di buon umore, e ha fatto una giocata da zombie. Ma non si può volere tutto dalla vita, no? ^_*

Incrociate le dita per i miei taxi, vi prego...


AGGIORNAMENTO TAXI: qui da me decisamente non prendono prenotazioni, mi tocca andare in macchina e lasciarla in aeroporto. Però mi hanno dato qualche vaga speranza che lassù vada meglio. Continuate ad incrociare..
 
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,11:54
Istantanee da un weekend
..sembra che ci stia prendendo gusto con le foto.
Vi metto qualche scatto (sempre di infima qualità, visto che li faccio col cellulare) del paesino in cui siamo stati, che è il paese di mio nonno e a cui sono molto affezionata. E di un altro lì vicino dove siamo stati.


 
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02 luglio 2006,17:12
Uomini e donne: dell'amicizia o simili

In che modo si possa diventare amici (anche via web?) è un argomento a cui abbiamo già accenato, e credo ci torneremo spesso..
E non mi interrogherò, per ora, sulla natura e la solidità dei rapporti, in qualsiasi modo siano nati. Se possano durare, e quanto.

Quello su cui invece, ancora un volta, riflettevo oggi è cosa significa essere amici. Cosa significa proprio operativamente.
E in particolare la differenza tra gli uomini e le donne.

Per una donna essere amici significa cogliere una consonanza di mente, cuore o qualche pezzo di ambedue in qualcuno. Vicino o lontano. Geograficamente o anagraficamente. Che vive una situazione comune alla nostra, o uno stato mentale, o una emozione. Insomma qualcosa che ci unisce.
E, dopo averlo percepito, spesso decide di render vivo questo filo. Comincia un discorso, manda una email, fa una telefonata, manda un sms. Si racconta e lascia spazio all'altro/a perchè racconti. Ciò che accomuna, di solito. A volte anche tutto il resto.
E si crea un rapporto. Che vive, palpita. A volte solo per un pò. Solo finchè magari persiste la situazione che aveva accomunato. Ma c'è. E arricchisce entrambe le persone coinvolte. A volte, invece, diventa per la vita. Ma non è quella la condizione necessaria. Basta anche solo fare un tratto di strada insieme.

Molto più difficile, sembra, per un uomo.
La mia esperienza è di amici che hanno sentito palpitare qualcosa di simile, per cui ci siamo avvicinati. Che mi hanno offerto orecchie e cuore attento quando ne avevo bisogno. Una mano da stringere o una spalla su cui piangere. Insomma, di solito (perchè non è proprio il forte dei maschi "esserci sempre") mi erano vicini.
Far parlare loro, invece, è sempre stata un'impresa titanica. Salvo alcune rare eccezioni, ad un certo punto senti che sono tesi, nervosi, che non hanno voglia di parlare. Ti dicono: scusa, sono nervoso, lasciami perdere, oggi non è aria. E questo è tutto, fine delle comunicazioni.
Poi quando magari sono un pò più sereni, riesci vagamente a sapere (i nudi fatti, niente di più) che diavolo è successo. E basta.
Dopo anni che li conosci, magari una sera per caso invece cominciano a raccontarti. Che ci sono problemi con la moglie. O che la fidanzata di sempre li ha lasciati. O che non va al lavoro. O altri dei mille soliti problemi che tutti passiamo.
Ma succede di rado, dopo anni che ti conosci. E non si sa bene in grazia di cosa.
O invece sono convinti teorici del fatto che preferiscono tenere i propri guai per sè. Che quando sono nervosi diventano terribili, e non vogliono ammorbare nessuno dei propri amici.
Allora magari tu gli chiedi: scusa, quali amici? C'è qualcuno, anche se non sono io, con cui parli quando stai male? Con cui puoi confrontarti?
Ehmm no, in effetti no.
Insomma, i maschi non hanno amici.
No, se lo dici si arrabbiano. Certo che hanno amici!
Allora mettiamola così. I maschi non hanno persone con cui si confidano quando stanno male. E nemmeno, in realtà, quando stanno bene, quando succede lor qualcosa di bello che li emoziona.
Spesso per questo scopo usano la moglie/compagna/fidanzata, ma quando i problemi sono proprio con lei.. lì casca l'asino.
Sostengono che loro sono diversi, che non gli serve. Che va benissimo così.
E per alcuni, forse, è vero. Ma secondo me sono l'eccezione.
Com'è, allora, che quando capita che una come me, che forse semplicemente è una che si racconta e che ascolta, diventa "amica" prima o poi anche i più convinti teorici del "preferisco non parlarne" esplodono e raccontano?
Perchè è così che è normale che sia. Gli amici ci sono per starci vicino.
Sono lieta ogni volta che capita che posso dare una mano a qualcuno a rendersene conto. E so che lo sono anche loro.
 
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