28 giugno 2006,20:17
umpf


..mi sta piombando la malinconia.
Perchè sono stanca. Perchè speravo di ricevere una telefonata, che non è arrivata. Perchè sento la pancia che comincia a farmi male e questo, sommato alla malinconia, vuol dire senza speranza: anche questo mese niente bambino. Perchè devo fare un valigino da due giorni, ma a me la valigia mette ansia a prescindere dalle dimensioni.
Avrei voglia che arrivi quella telefonata, anche se ora non sono più sola, e tra l'altro non so se me la godrei con questo umore..
Avrei voglia che il mezzelfo si colleghi, sia di buon umore (cosa che non accade da parecchi giorni), mi fili abbastanza (cosa che non accade da circa un mese) e abbia voglia di giocare con me.
Avrei voglia di sentire la mia amichetta di là dell'oceano. Ma non la vedo online. Mi manca da morire.
E sai una cosa? Chiara, pensavo che avrei voglia di sentire te. Magari per quel msn che non sai usare.. che le prime telefonate son sempre piene d'imbarazzi.. Intanto aspetto che tu veda la mia email.
Salvo ispirazioni geniali, ci si ritrova sabato sera o domenica. Forse meno stanca, probabilmente ugualmente malinconica, di certo più grassa..
 
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,10:45
I Nuovi Servi

La mia strada per l'ufficio, oltre che in mezzo ai papaveri, al grano e agli alberi, passa anche per una strada di semi-periferia, vicino ad un'arteria di grosso traffico e ad un vasto smercio di materiali edili.
Lì davanti, sui due lati della strada, tutte le mattine sono seduti decine di extra-comunitari. No, decine di uomini, che ,buttati sul bordo di una strada, aspettano che la piccola impresa di turno con proprietario senza troppi scrupoli, li prenda a giornata. Sono in maggior parte slavi, direi, dai colori. Col freddo d'inverno e col caldo d'estate.
Ogni volta che li vedo mi sento male. Quando poi faccio tardi e ne vedo di meno, penso che quelli sono gli ultimi, quelli che, probabilmente, per quel giorno non lavoreranno, che forse finiranno ai semafori a lavare i fari, o a rubacchiare da qualche parte. O semplicemente non mangeranno.
Retorica?
Forse anche sì.
Ma ormai questo spazio lascia che i miei pensieri escano liberi, su tutto quello che mi viene in mente. E l'unico sforzo che faccio davvero è proprio quello di non censurarmi.
E a me 'sti poracci fanno una pena infinita.
Penso che son partiti da casa loro, dove probabilmente lavoravano comunque poco e senza grandi prospettive. Dove, grazie anche all'arrivo della civiltà occidentale e della fine dei regimi (per carità, nessuna polemica nè alcun tentativo di spiegazione sociologica o socio-politico-economica, solo una constatzione), le loro prospettive erano sempre più magre. Magari pagando fior di soldi per arrivare in un Paese dove son guardati male. Dove, a prescindere, ci si aspetta che vivano ai limiti della legalità. Tanto che spesso finiscono per farlo.
Non c'è dubbio che molti sono disonesti di loro. Come molti nostri connazionali, dai piccoli ladri agli illustri truffatori di calciopoli, raiopoli e altro. Ma molti ci arrivano per disperazione.
E io che faccio, oltre a provare una fitta ogni mattina quando passo da lì e li vedo?
Certo ben poco. Per non dire nulla.
Ogni volta che penso alla signora che fa le pulizie da me, mi prende la tristezza. Una donna che lavora come una pazza tutto il giorno. Che si strugge di nostalgia per le sue figlie rimaste a casa a studiare e che vede un paio di volte l'anno. Con un marito che è una bestia. Una che al suo paese faceva turni di 36 ore in una specie di mensa industriale. E che stira in tre ore il bucato di due settimane. Che ieri che le ho lasciato i soldi del mese, non li ha presi. Perchè SI è rotto, non HA rotto, semplicemente dopo 5 anni di onorato servizio ha smesso di funzionare, l'aspirapolvere. E lei si è sentita in colpa.
Noi la paghiamo tutto il dovuto. L'abbiamo regolarizzata appena è stato possibile, le diamo una mano anche a curarsi i suoi vari acciacchi e a trovarle dei medici decenti (e a pagarseli). Quindi non credo si possa dire che la trattiamo male..
Ma io mi sento sempre troppo fortunata rispetto a persone così.
Senza alcun merito.
Riflessione cupa e, se volete, inutile. Ma stamattina gira così.
 
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27 giugno 2006,20:20
George Gray di Edgar Lee Masters


casualmente una lettura mi ha riportato questa poesia che ho sempre adorato.
Tutta l'Antologia di Spoon River (e io ho proprio questa edizione qui sopra, è di mio padre..) mi fa impazzire, ma da adolescente e anche oltre le parole di George Gray erano le mie.
Ora qualcosa l'ho affrontato, ma ogni volta che la risento, mi echeggia dentro.

George Gray

Molte volte ho studiato
La lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realta' non e' questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perche' l'amore mi si offri' e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore busso' alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamo', ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita puo' condurre a follia
ma una vita senza senso e' la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio,
e' una barca che anela al mare eppure lo teme
 
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,16:19
[Tecnico]
..se qualcuno capisce qualcosa di blogspot e sa dirmi perchè alcuni dei miei link si vedono in grigio ed altri in violetto, gliene sarò eternamente grata.. ho trovato il punto nel codice del blog in cui si cambiano i colori dei link e dei visited, e ho messo lo stesso ad entrambi. E anche dove dice hover (non so che vuol dire, ma ci ho provato).
Spiegazioni semplici e idiot proof, per una che non sa di html, ma prova solo a smanettare qualche volta nel codice
 
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,14:48
Teleconference e foto
..sapete cos'è una teleconference?
Io sinceramente vi auguro di no. E mi sa che se avete la fortuna di non lavorare in un'orrenda multinazionale, non lo sapete.
Io in questo momento ho il telefono precariamente poggiato tra l'orecchio e la spalla, il computer davanti con una finestra in cui scorrono le slide di cui gente di tutto il mondo sta parlando al telefono, quella di outlook, questa del blog e alcune altre e passo da una all'altra, sperando che il mute che credo di aver messo al telefono funzioni, e che i colleghi di tutto il mondo non sentano le lamentele mie e delle mie colleghe di stanza.
A parte questo simpatico quadro d'ambiente che vi ho fornito (per la cronaca, c'è qualcuno che non ha messo il mute al telefono e sembra meno interessato di me, sospira ogni due minuti dall'inizio della teleconference ^__^), a volte quando mi fermo a riflettere su questi strumenti tecnologici che usiamo, dandoli per scontati, riesco ancora a sorprendermi..
In questo momento io sono in Italia, morta di caldo, nel mio ufficio. E sto guardando sullo schermo del mio computer una presentazione che viene fatta da uno in America, uno in Inghilterra, uno in Germania, e altri in Norvegia, Svezia, Danimarca. Ascolta altra gente dalla Turchia , dalla Francia e non mi ricordo più da quali altre parti, oltre agli Stati Uniti, ovviamente..
Pensateci.. guardiamo tutti le stesse slides, ci ascoltiamo, possiamo parlarci. Lo trovo, comunque, una cosa stupefacente.
Al netto del fatto che dicono cose noiosissime e che gli accenti vari sull'inglese rendono ancora più dura la vita, anche se a volte strappano un sorriso.

Per confermare una parte dell'ultimo commento di SlowHand (che ho scoperto per caso nel mio solito sbirciare per link sugli altrui blog e mi è molto piaciuto), vi metto qualche foto per darvi un'indizio di dov'ero nei giorni scorsi.



Spero che questo post gli faccia anche cambiare idea sul fatto che scrivo cose terribili.. anche se io sono così.. un'allegra depressa



per ultima vi metto una foto che ho fatto sempre in quel posto lì, camminando per strada, ad uno splendido gatto che mi guardava da dietro una finestra:
 
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21 giugno 2006,11:32
c'ho da fà 2
..non sono sparita, non ho deciso di smettere di scrivere, non sono nemmeno troppo depressa.
Sono solo schiacciata dal lavoro, tanto per gradire mi son beccata pure un virusino intestinale che ho dovuto smaltire continuando a lavorare. Ho pure un ospite a casa..
Domani parto per lavoro.
Insomma avrei cose da scrivere, ma non ho tempo.
Ci aggiorniamo alla prossima settimana.
Mi manca questo posticino, ho voglia di tornare a scrivere.
 
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16 giugno 2006,21:44
c'ho da fà
..sono stata sepolta dal lavoro.
Domani vado fuori.
Magari domenica sera se ho fiato riesco a mettere le mani qui e buttar giù due note.
E forse sto un filino meglio. Forse. E mi accontento.
 
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12 giugno 2006,18:06
..papaveri 2
..e per concludere, prima di andarmene a casa a vedere la partita in santa pace (sì, sono nazional-popolare, qualcosa in contrario? ^^) una nota positiva di stamattina.
Vi ricordate che temevo che i papaveri sarebbero spariti presto?
Beh.. invece ci sono ancora!!!!
P.S. le foto sono ovviamente fatte dalla macchina.. e poi dite che non vi penso.. a rischio di essere tamponata o di finirci in mezzo ai papaveri :)




 
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,17:22
Weekend 2: riflessioni sul senso della vita..
..impegnativo come titolo.. ma vi assicuro che è stata impegnativa anche la nottata.

Ve l'ho forse già detto. Io sono un tipo che tende alla depressione. Combatto, ma spesso ci ricasco. E questo è un periodo decisamente Blue..

A seguito di una discussione con lui, come al solito ho rimesso in discussione tutto. E quando dico tutto, intendo proprio tutto. Dal perchè sto con lui al perchè vivo.

Ho cominciato a chiedermi: perchè vivo? Cosa ho da fare? Cosa mi aspetto di buono da domani? E da dopodomani?

Il mio lavoro non mi soddisfa, non sono contenta di cos'è nè di come io lo faccio. E non riesco a trovare niente di meglio, ormai da anni.

Il mio rapporto con lui è molto più faticoso di quel che pensavo. La vita di coppia è faticosa. Non che mi dia poco in cambio, intendiamoci, ma nei momenti come ieri notte, quando hai appena litigato, quando credi di aver sbagliato tutto e ti chiedi perchè l'hai fatto, quando ti sembra che non puoi fare più di quel che fai e non ti va bene quel che fa lui, sembra proprio che anche il rapporto di coppia perda parecchio di senso.. Quando ti chiedi se, in fondo, lui non starebbe meglio senza di te.

Uno dei miei più grandi desideri: questo figlio che non viene da due anni. E non viene, e più ci muoio sopra e meno viene (il primo che si azzarda a commentare che se mi calmo arriva.. troverò appositamente un geniale hacker e il suo pc potrà essere usato solo per cuocere l'arrosto da oggi e per sempre. Per fare figli, se hai dei problemi, purtroppo non basta non pensarci e stare calmi!!!). E più andiamo avanti e più mi chiedo se non è meglio che non venga. Se poi noi due siamo davvero in grado di "gestire" un figlio. Se la mia depressione non peggiorerebbe, rovinando la vita anche a lui oltre che a me.

Chi me lo fa fare a fare tutta questa fatica?
In fondo, mi chiedevo iera sera al buio e fradicia di lacrime, cosa desidero davvero in questo momento?
Dormire, dimenticare, spegnere la testa, a lungo.. per sempre..
(mi ricordo che un mio amico pochi giorni fa scriveva: "se potessi esprimere un desiderio cosa chiederesti? di non avere desideri..")

E allora pensavo: se io domani non ci fossi più, in fondo chi ne soffrirebbe?
Oh bè, un pochino certo diverse persone. Alcune amiche starebbero male qualche giorno, e forse certo si ricorderebbero di me.
Lui di certo più di qualche giorno. Ma con quel che era successo ieri sera mi chiedevo se in fondo non gli avrei fatto un gran favore a levarmi di mezzo. Alla lunga probabilmente sarebbe stato meglio..
Pensavo che in fondo forse solo mia madre (e mio padre) ci sarebbe stata male per sempre. Forse solo a lei avrei fatto un danno grosso ad andarmene in silenzio. A spegnere la luce.

Poi lui mi ha abbracciato. E mi ha detto che non può vivere senza di me. Che lui è il motivo per cui io devo rimanere qui, perchè altrimenti spegnerebbe la luce anche lui.
Vi confesso, non mi ha convinta al 100%. Ma male non ha fatto.

Non è la prima volta che mi capita, e non sarà l'ultima, di interrogarmi sul perchè vivo, cosa ci sto a fare e cosa ho ancora da fare. E, anche, cosa ci sto a fare di bello.
Alcune risposte le ho trovate lungo la via, altre le ho chiare in mente, ma evidentemente non nel cuore visto che la domanda riviene fuori.

Di fatto, nonostante tutte le volte che ci ho pensato, non ho mai spento la luce.
Quindi qualche motivo ci dev'essere.

Lo so, perchè l'ho toccato qualche volta, che c'è un destino buono. Ma ancora non riesco ad afferrarlo. L'incontro c'è stato, ma poi me lo faccio sempre scappare di mano. E allora, a volte fa quasi più male che bene. Quasi male perchè senti che c'è una risposta, una soluzione. Che hai pure avuto la fortuna di vedere che c'è, di saperlo. Ma sei troppo pigra, e a volte troppo sofferente, per alzarti e seguire la luce che porta alla risposta. E a volte, quando la risposta viene da te, volgi la testa dall'altra parte.

Però voglio chiedermelo ancora cosa ci sto a fare. Anche senza necessariamente pensare di spegnere la luce.
 
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,12:06
Weekend1: il mare

Mi sembra di avre parecchie cose da raccontare di questo weekend.
Allora cerco di andare una alla volta.
Per prima cosa, finalmente visto che siamo a metà giugno, sono stata al mare. E infatti il tempo non è stato granchè, faceva freddino, ieri mattina ha addirittura piovuto, ma sono riuscita a stare qualche ora in spiaggia.
Come avevo già detto qui non ho una passione smodata per il mare, ma sabato si stava davvero bene. Non faceva affatto caldo (anzi, alla fine me ne sono andata paerchè faceva troppo freddo), in spiaggia non c'era quasi nessuno, e io ero lì, tranquilla con lui e mio fratello. Un bel libro. Il rumore delle onde e del vento, si sentivano quasi solo quelli. Poca gente, quel tanto da non sentirsi proprio soli, ma non tanta da dar fastidio. Insomma, un paio d'ore di pace.
Ieri è andata meno bene. La mattina aveva piovuto, ma a pranzo si era rasserentao tutto. Lui e mio fratello subito dopo pranzo sono andati. Io ho dormito (e fantasticato, al solito) su una sdraio in giardino all'ombra delle querce, e poi mi sono decisa a raggiungerli.
Sembrava tutto perfetto, poi nel giro di 10 minuti è successo il finimondo: è arrivato un orrendo branco di almeno 8 coppie vocianti, volgari e pesanti con circa un paio di pargoli tra i 3 e i 6 anni a testa. Non contenti anche solo di essersi materializzati, hanno pensato bene di sistemare sdraio e lettini assolutamente intorno a me. Ero CIRCONDATA. E nevrastenica nel giro di 5 minuti.
Ho cercato di stare tranquilla, di rimanere rilassata, di non pensare che in questo periodo non tollero di avere bambini tra i piedi (questa è un'altra storia, ne parliamo un'altra volta).
Poi non ce l'ho fatta più e ho spostato il lettino. Per non sentirli bisognava cambiare proprio emisfero, ma almeno mi sono fatta in là.
Finalmente, piuttosto tardi purtroppo, se ne sono andati, e sono riuscita a sentire di nuovo il rumore del mare. E me ne sono rimasta lì ancora per un pò, tutto il tempo che sono riuscita a strappare a lui che, essendo quello che di solito adora fare la lucertola al mare, voleva andare a casa.
Sono stati momenti preziosi. Mi accade spesso quando mi trovo lì sul mare, distesa in silenzio. Cerco di mandare via tutta l'ansia che mi opprime, di respirare a fondo, di far entrare il rumore del mare dentro di me, il calore dei raggi del sole, quella bella temnperatura che ti scalda dentro senza farti morire di caldo. Cerco di liberare la mente, di godere ogni istante. Di farne un momento prezioso da tenere dentro per quando invece dentro fa freddo.
E siccome già mentre ero lì pensavo che volevo raccontarne qui, ho fatto sempre col cellulare qualche foto:



 
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08 giugno 2006,10:56
Personale
Un post di ChiaraAlice di qualche giorno fa mi è rimasto in testa. E continuo a rimuginarci su ogni volta che avrei voglia di scrivere qualcosa qui sopra.
Questo blog è rinato, dopo un paio di altri esperimenti abbandonati, proprio per esprimere qualcosa di totalmente personale.
Ho scelto, anche se spesso avrei voglia di derogare a questa regola autoimposta, di non dare a nessuno dei miei amici questo indirizzo, proprio perchè voglio tirar fuori tutto quello che sono. Parlare di tutto. Parlare di tutti. Senza l'autocensura perchè qualcuno coinvolto potrebbe leggere. O qualcuno che mi conosce potrebbe giudicare.
Leggo volentieri alcuni blog a tema. Lui ne ha uno così, ad esempio. E trovo che ce ne siano diversi interessanti e ben fatti. Ma non è per me, non in questo momento.
Io ho bisogno di tirar fuori me.
Il fatto è che mi rendo conto che l'autocensura, nonostante l'anonimato che cerco di mantenere, scatta ugualmente.. Diverse volte nei giorni scorsi avrei voluto tirar fuori il malessere che accompagna questi miei giorni, e non l'ho fatto.
Non l'ho fatto.. perchè?
Perchè, forse, raccontare storie, ricordi, sensazioni anche personali in fondo non è poi così difficile. E' anche gratificante soprattutto se, come nel mio caso, scrivere è sempre venuto facile e gradevole.
Forse di più, perchè in fondo sai bene di essere letta, in fondo lo desideri anche, se no scriveresti nel diario segreto chiuso col lucchetto nel cassetto o in un bel file word con password.. E sai che stai, quindi, trasmettendo un'immagine di te. Più che trasmettendo: costruendo.
E quell'immagine in parte vuoi che sia come sei davvero, e per questo non sempre puoi tirar fuori proprio tutto. Ti sembra che se rovesci qui tutta la depressione, l'angoscia e la paura sembrerai una ragazzina, va bè, facciamo una vecchia ragazzina piagnona.. E tu non sei solo quello. Non lo sei affatto. Già, però ora è un periodo buio, un periodo in cui tutto fa più fatica e c'è tanto di quel dolore dentro che tirarne fuori un pò aiuta ad andare avanti.
Ma tu sei anche quella che fotografa le nuvole e l'arcobaleno, che canta in macchina. Che ha voglia di risentire l'emozione di quando sei eccitata all'inizio di un amore. Che piange per il suo cane che non c'è più. Che ascolta e consola gli sfoghi degli altri (accidenti, ma quanta gente depressa c'è in questo periodo??). Che impazzisce per i saponi profumati e cerca di convivere con il desiderio di maternità.
Tutto questo è molto confuso. E molto personale. E assolutamente poco chiaro.
Ma sono io.
Io che non ho ancora deciso di cosa posso scrivere e di cosa no. Di cosa voglio scrivere e di cosa no.
E se e come costruire qui una mia immagine. O come riuscire a rendere la mia immagine.
 
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07 giugno 2006,11:35
pezzi di cielo


Ieri il cielo era così mentre tornavo a casa

e c'era anche l'arcobaleno!!!!




E invece così un paio di giorni fa


 
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,10:00
Musica e altro
E' un periodo di emozioni profonde, spesso troppo, assolutamente eccessive. Di ipersensibilità a ogni cosa.
Per questo, probabilmente, sono anche assai più sensibile a tutto ciò che è evocativo. Non che di solito non lo sia, ma in questo periodo di più.

Insomma, parlavamo di musica.
Premetto che in materia io sono un'ignorante assoluta. Non ho passioni, non ne capisco niente, ascolto la radio. Però anche le canzoni per me sono fortemente evocative, appunto.. Si legano ai ricordi, e lì mi riportano in un istante, alle prima due note vengo senza troppa cortesia scaraventata in un luogo e in un tempo "altro". Non sempre è piacevole. Non sempre quel tempo "altro" era gradito. Non sempre quel ricordo è dolce. Anzi, per assurdo sembra che più spesso le canzoni riportino a momenti agro-dolci. Feste dell'adolescenza, quando ero uno zombie solitario e guardavo gli altri ballare. Vecchi amori, finiti male di solito.

Però c'è anche della musica che, da sola o quasi, ha il potere di ridarmi il sorriso.
Ogni tanto cerco di ricordarmi di tenere in macchina quei CD, ma poi finisce che me li scordo e resto lì sola, nei miei tragitti cittadini medio-lunghi. E, quando non trovo nessuno con cui attaccarmi al cellulare, mi sento sola.
Un paio di giorni fa lui aveva riesumato da una tasca laterale dello sportello un vecchio e assurdo CD, mi vergogno quasi a dire cos'era, forse questo può essere un indizio per qualcuno. E ieri tornando a casa dopo il lavoro me lo sono sentito.
Vecchie, vecchissime canzoni credo degli anni '50, forse anche prima. Che però mi hanno ridato il sorriso e riportato la serenità di quando me le cantava mia madre.

Già, questo è un altro ricordo strano. Io non riesco a identificare esattamente cosa mi cantasse mia madre. Di certo non canzoni per bambini. Fatto sta che io so a memoria (e intendo che me ne ricordo bene quasi tutte le parole) buona parte le canzoni degli anni '60 (e fin qui ci siamo, sono gli anni in cui lei era una ragazzina), ma anche roba moooolto precedente. Ogni tanto scopro di conoscere canzoni degli anni '30.. gasp, ma con che mi ninnavano da piccola?.. e poi vi chiedete perchè la mia povera testa sia ridotta così..

Poi c'è la musica per bambini. Che poi io tanto per bambini non la considero.
O meglio, rientra anche questo in una mia personale convinzione che chi sa godersi, e non ha grossa paura di dimostrarlo, alcune cose "da bambini" è tendenzialmente più intelligente di chi dice, appunto, che "sono cosa da bambini" (ok, è un pò contorto ma credo che l'idea sia comprensibile). Tanto per chiarire il concetto ( e rendermi ancora un filo più ridicola) io alla mia tenera età adoro i pupazzi, compro, quando li trovo, i vestiti al Disney Store, con Winnie Pooh e Paperino. Una delle cose che mi fa in assoluto più felice è andare a EuroDisney. E simili.
Ad esempio, il mio CD scaccia-depressione in assoluto è uno tipo questo (il mio ora non lo trovo).
Già, devo ricordarmi di rprenderlo su a casa e metterlo in macchina..

E poi ci sono altri tipi di musica, tipo lo swing, o tipo Michael Bublè o Ray Gelato che pure mi rilassano molto.
Oggi mi sono portata in macchina un CD nuovo (e mi sono pure ricordata in ufficio di doppiarmelo, visto che lui lo rivuole) di un film che abbiamo visto di recente e per cui siamo letteralmente impazziti:


THE PRODUCERS di Mel Brooks
Anche la musica è davvero bella. E mi ha tirato un pò su in una giornata che si era già avviata malino.

P.S. Ieri sera ho cominciato Bryson
 
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03 giugno 2006,15:06
guardar vivere
..mi sono tirata indietro di nuovo.
Ho scelto ancora di guardar vivere, invece che di vivere.
Brava..
 
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,12:29
Libri


Lo so, non dovevo. Non è momento di dilapidare capitali. Ma erano mesi che ne avevo voglia.
Stamattina sono andata in libreria. Non vi dico per pudore quanto ci abbiamo lasciato tra i libri miei e la musica e i libri suoi...
Tra gli altri: qualcosa di Bryson (mi aveva stuzzicato Brugue ); in onore a questo nuovo inizio L'ignoranza di Kundera; roba storico fantasy di Guillou, di cui avevo adorato i primi due e ho trovato roba nuova; alcuni volumi della saga dei Drenai consigliati dal mezzelfo; un paio di libri di Chitra Banerjee Divakaruni di cui avevo letto davvero con piacere La maga delle spezie; robina leggera tipo questa e un librettino di Zafon, quello de L'ombra del vento.
Insomma ne ho per un pò.
Spero di riuscire a tuffarmici dentro, a mollare il pc e gli pseudo-rapporti che mi legano (sì gente, oggi sono pseudo-rapporti.. ho mai preteso di essere una coerente?) e mi fanno star male e perdermi tra le suggestioni delle pagine.
Uscirò ogni tanto per la mia orecchie a punta. Forse.
 
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02 giugno 2006,21:05
sto scappando anche da Dio. perchè mi fa troppo male fermarmi e guardarmi in faccia. Oggi in quella chiesa dove tante volte sono stata riacchiappata per i capelli, mi sentivo dire che non c'è nessun errore troppo grande per la misericordia. parlava con me.
e io volevo scappare via.
 
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01 giugno 2006,21:29
Una buona giornata


..stamattina mi sono alzata in tempo. E finalmente avevo dormito tutta la notte.
Ho fatto in tempo a fare tutto, anche un filo di colazione. Quando sto bene, e non devo dedicarci troppo tempo, le piccole incombenze "da casalinga" non mi pesano, anzi mi piacciono. Il taxi era in orario e non c'era traffico. In aeroporto la macchinetta per il check- in funzionava e il mio posto c'era. Dove volevo io. Poi ho fatto in tempo a fare un paio di altre commissioni, e anche a comprarmi un libro. Non era quello che volevo (ma tanto domani mi sa che finalmente vado a fare un giro da Feltrinelli..), ma poi si è rivelato proprio gradevole. Ho sentito un amico. E sono stata meglio.
Poi il volo è stato tranquillo, nonostante le annunciate turbolenze. A Bologna c'era uno splendido sole, e l'arietta fresca.
Le persone con cui ho lavorato, come previsto, erano estremamente gradevoli, e tutto è filato liscio.
Poi due ore al sole con un'amica. Uno di quei rapporti nati in rete e che da oggi hanno anche un viso. E la conferma di due cuori che dividono un pezzo di strada. E un meraviglioso gelato al mascarpone con crema di cioccolato! slurp!
Il volo di ritorno era in ritardo, ma io avevo tutto il tempo del mondo e il mio libro.
Ancora un volo tranquillo, rientrando stranamente da sud con una meravigliosa vista dei castelli che sono sbucati dalle nuvole con una incredibile luce rosa del tramonto.
E io avevo addosso la voluttà, il vago piacere, il mare di sensazioni della strana donna tra Scozia e Canada del mio libro. Che si intrecciavano coi miei sogni, coi miei ricordi, con un sms appena acceso il telefono a terra, con tutte le voci che aspetto di sentire appena apro il pc.
Una buona giornata. Piena di sensazioni.
 
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