07 novembre 2006,11:51
lacrime di felicità

Ieri sera mi ha chiamato un'amica.
Una di quelle capitate per caso, conosciute per lavoro e diventate amiche.
Che non sento mai, che vive in un'altra città, che è sepolta da mesi da un nuovo lavoro, uno per cui avevo provato anch'io. E sono stata felice che abbiano preso lei.

Mi ha chiamato ad un'orario che per la gente normale significa cena. Non per me in questo periodo, non per lei.
Solo per dire: ti pensavo, e finalmente ho potuto chiamarti. Non ti chiamo mai, ma ti penso sempre. E penso, nel casino della mia vita, che tu ci sei. Che le cose possono andare bene come sono andate bene a te.
Lei che è sola, e innamorata di un uomo molto interessante ma assolutamente immaturo.
E io che in quel momento mi rendevo conto di tante cose. Di tanti discorsi con lei.
Solo per dirmi: venerdì è il tuo compleanno (e tu te lo ricordavi, tesoro), ti chiameranno tutti, io voglio dirtelo oggi che ti voglio bene.


Poi ieri sera sono entrata a cercare un paio di pantaloni nella stanza in cui stanno i miei gatti. E ce n'è uno, uno che una volta era come un bambino, che mi sedeva ore addosso, che era il più affettuoso, e che è quello che più di tutti ha risentito del trasloco, di stare troppo da solo. E stava sempre per conto suo.
Ieri sera non si è avvicinato, come al solito. Ma quando sono andata ad accarezzarlo ha cominciato a fare le fusa. Quando l'ho preso in braccio si è abbandonato come faceva una volta, abbracciandomi con le zampine. Poi mi ha annusato. E alla fine mi ha leccato il naso. La prima cosa che fece quando lo presi.
Ti prometto che starò di più con te, Dodo. E' una promessa.

..ed io ho pianto.

..a proposito, grazie anche per stasera Fab.
 
posted by I.L.
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