lo so, l'ho già detto.. ma con l'eta, tra le altre cose, tendo a diventare ripetitiva.
Non sono mai stata una grande appassionata di mare. Una di quelle per cui le vacanze debbono vole dire necessariamente MARE. Una di quelle che si sdraia al sole a metà mattinata, minicostumino e olio abbronzante che puzza di cocco sintetico fino a due ombrelloni oltre, e rimane lì ad abbrustolirsi fino a metà pomeriggio, giusto giusto fino all'ora in cui i raggi del sole fanno più male.
Di mari nel mondo ne ho visti molti, anche molto belli. Sono una fortunata, molto fortunata. Che ha visto il mare della Sardegna, quello bello anche se la vacanza era da ragazzi e un pò approssimativa. Quello di Malta di quasi 20 anni fa, azzurro e trasparente e selvaggio. L'oceano, brutto, freddo e sporco del Connecticut vicino a New York. Il mare delle Isole Vergini dei Caraibi, l'unico dove abbia davvero lasciato il cuore. Il mare mitico e mitizzato della Polinesia, che non mi ha emozionato granchè. Quello sporchetto e mosso di Ibiza a fine maggio. Le calette meravigliose di Ponza. L'Adriatico di quand'ero bambina, un pò torbido e sempre quieto, dove camminavi per chilometri con l'acqua alle caviglie. Lo scintillio del mare della Sicilia, intravisto solo da lontano. Quello ruvido e tempestoso dalle bianche scogliere di Dover, con gli inglesi pazzi che facevano il bagno con 10 gradi e un vento maledetto. E tanta altra acqua che ho visto passando in giro per il mondo.
Ma per me il mare è sempre quello un pò torbido, con la sabbia nera di ferro che ti pela i piedi già alle 10 di mattina. Con gli ombrelloni sempre più vicini perchè ormai si è mangiato quasi tutta la spiaggia. Con la gente che vedo da 30 anni e ancora non conosco. I bambini rumorosi e i genitori volgari. Quel castello sullo sfondo e l'albergo di lusso. Laggiù, giusto prima del depuratore, che tanto non si vede, grazie alla caritatevole ansa che ci nasconde quella orrenda megalopoli spiaccicata sulla costa. Quello dove vado da quando aveo 7 anni. A 30 chilometri e mezz'ora da casa.
Anche questo weekend ero lì. A cercare quella pace che solo da pochi anni ho scoperto che sa regalarmi. Come dice mio padre, che come me ha sempre odiato le verdure, se il minestrone ti pare buono, vuol proprio dire che l'età incalza..
Ecco, a me quel mare oggi pare buono, come il minestrone. Che non mi piaceva. E poi ho scoperto che invece sì.
Mi metto lì, al sole se è pomeriggio inoltrato o c'è abbastanza vento, o sotto l'ombrellone. Col naso infilato nel libro del momento. Cercando di ignorare la gente intorno, ma godendo di ognuno che piano piano (piano piano? ma se fan rumore come un reggimento di fanteria..) raccoglie le sue cose e se ne va, verso casa o verso la piscina, comunque fuori dai piedi..
Finchè finalmente si sente il rumore del mare. Quello del vento leggero e lo sciabordio dell'onda sul bagnasciuga.
E allora lo guardo, mi godo il piccolo orlo di pizzo di schiuma bianca che fanno le onde, i sassolini che rotolano, gli infiniti luccichii del sole dalla riva fin laggiù al castello.
Mi accorgo che comincio a respirare più profondo, come i mezzelfi. A cercare di imprigionare dentro di me quel profumo. Ma più ancora quella sensazione di calma e di pace che mi danno quei momenti.
Domenica ho anche fatto il bagno. Che per me è un evento da segnare sul calendario.
In realtà, io non amo il mare. Mi fa paura, mi inquieta. Ho il terrore di eventuali abitanti. E quindi, nel mio mare torbido dove non si vede nulla, non mi bagno volentieri. I pochi bagni sereni li ho fatti in quei posti lontani dove l'acqua è trasparente. Ma quello per me non è neanche il mare..
Invece, dicevo, domenica c'era una pace quasi irreale. L'acqua era quasi calma, solo qualche ondina a riva. Mi sono avvicinata e sono entrata fino alle caviglie. Non avevo alcuna intenzione di procedere oltre. E invece le sensazioni si sono acuite, il fresco sulle gambe ha preso il sopravvento. La carezza dell'acqua sulla pelle. E ho continuato a camminare.
Finchè mi sono accorta di avere l'orologio e gli occhiali da sole, e ho chiamato lui in soccorso :)
E poi siamo rimasti a bagno a lungo. Mi godevo l'acqua non troppo sporca e non troppo fredda e mi godevo lui. In una pace che per me è oro. Tanto a lungo che lui, che è il pesciolino di famiglia, mi ha chiesto di uscire, ma io l'ho trattenuto. Non volevo interrompere un momento così.
Confesso anche con un vago imbarazzo che alla mia tenera età ho scoperto per la prima volta com'è fare l'amore in acqua.. Con un pò di disagio e di fatica, visto un costume scomodo, un pò di scogli e troppa gente in spiaggia. Io, che non sopporto nemmeno di essere baciata in pubblico..
Ma non è stato male. Riproveremo, se capiterà, in condizioni migliori..
Insomma, invecchiando, credo di star cominciando ad amare il mare.
