Chissà se vuol dire per tutti la stessa cosa.
Spesso te lo domandi quando lo senti dire. E quando lo vorresti più di te stessa e non arriva. E quando arriva e ti chiedi se è vero, se vuol dire la stessa cosa che vuol dire per te. E quando arriva e non te ne importa nulla.
Già.. forse ci sarebbe da chiedersi anche si ci si aspetta sempre la stessa cosa da un "ti voglio bene", le stesse sensazioni, lo stesso calore.
A volte mi chiedo se vuol dire
sempre la stessa cosa anche per me.. per me che in realtà lo uso spesso. E questa sembra già una cosa di cui doversi giustificare.. e invece perchè??? Quando lo dico, viene sempre dal cuore... e questo dovrebbe essere sufficiente.. ma lo è?
Questo discorso, al mio solito, rischia di farsi ingarbugliato. In fondo tutte le parole possono non avere affatto un significato univoco. Per chi le sente, per chi le pronuncia, per chi le aspetta.
Insomma, tutte queste domande perchè la rete "crea" rapporti che in molti definiscono falsati. Che hanno qualcosa di eccessivo causato dal mezzo.. che illudono sulla natura e la profondità.
Beh, io non ci credo.. sì, ho avuto anch'io i miei "sentimenti esagerati" dalla rete. Ma poi quelli che sono rimasti, erano veri.. e sono durati. O anche se sono sfumati, hanno lasciato un bel ricordo e un pò di calduccio nel cuore. Niente è passato senza lasciare segno.. quasi sempre un buon segno.
E così oggi, che mi trovo a dire "ti voglio bene" ad uno che conosco solo via pc e telefono da due settimane e ho difficoltà a dirlo sul serio alla persona con cui ho scelto di dividere la casa e la vita, ovviamente mi interrogo.
Non è lo stesso "ti voglio bene", è ovvio.
Non lo è e soprattutto non vuole esserlo. Però ti fa porre delle domande..
La risposta non è poi così difficile, razionalmente è piuttosto ovvio che se uno lo vedi tutti i giorni, gli raccogli i calzini sporchi, devi preparargli la cena e fare a testa o croce per cosa si vede stasera in tv.. cade molto dell'entusiasmo e del romanticismo (e soprattutto dell'illusione e della mitizzaizone) che ci può essere con uno con cui parli solo quando sei in vena. O quando hai voglia di sfogarti e lui di sentirti. E questo vale anche per gli amici.. le vacanze insieme han sempre fatto danni.. da che mondo è mondo.. ognuno ha bisogno dei suoi spazi..
Poi un amico non è un compagno.
E' più facile. Molto più facile.
E in certi momenti anche più vicino, proprio perchè è più facile..
E, almeno per la mia esperienza fino ad oggi, un compagno non può essere un amico. E' un'altra cosa.
Ma questo è un altro discorso...